Nomine Ue, c’è l’accordo: Von der Leyen alla Commissione

Nomine Ue, c’è l’accordo: Von der Leyen alla Commissione, Lagarde alla Bce

Due donne ai vertici dell’Unione Europea. Il belga Charles Michel indicato per la presidenza del Consiglio, lo spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante. Conte rivendica per l’Italia il commissario alla Concorrenza: probabile poltrona a un leghista

Ultimo aggiornamento il 3 luglio 2019 alle 13:07

Bruxelles, 2 luglio 2019 – C’è l’accordo sulle nomine Ue. Dopo due giorni di serrate trattative, i leader dei 28 mettono sul piatto i nomi per i top jobs dell’Unione, da sottoporre al voto dell’Europarlamento. A cominciare, dal numero uno, quello del presidente della Commissione Ue. Anzi della presidente, perché il successore di Jean Claude Juncker indicato dal Consiglio europeo con un voto quasi unanime (con la sola Germania astenuta), è una donna: Ursula von der Leyen, ministra della difesa tedesca (Ppe). Anche la Bce va verso un cambio di rotta al femminile. L’intesa è su Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale, che dovrebbe sostituire Mario Draghi al vertice: scelta che va nella direzione di una continuità con la gestione ‘italiana’.  Per la presidenza del Consiglio europeo è stato designato il belga liberale Charles Michel mentre il socialista spagnolo Josep Borrell è proposto come Alto rappresentante. 

Conte: “All’Italia la Concorrenza”

Il governo si dice soddisfatto del pacchetto di nomine dopo aver bloccato ieri il nome di Timmermans, l’uomo di punta di socialisti e democratici candidato alla presidenza della Commissione. “L’Italia potrà orientare la nuova politica economica e sociale dell’Unione europea – spiega Conte – Era quello che avevo richiesto: guardiamo ai profili e alle figure. Non avevo davanti un foglio bianco e il mio dream team ma la composizione di vertice dell’Ue è molto equilibrata”. Il premier dice di aver ottenuto per l’Italia “la garanzia di un commissario di alto rilievo economico e di una vicepresidenza” della commissione: in particolare rivendica per Roma il commissario alla Concorrenza che dovrebbe essere un leghista. “C’è un accordo di massima con i vicepremier, che ho sentito”. La “magna pars l’avrà la Lega, alla luce del risultato delle europee”. Per quanto riguarda la Bce, aggiugne Conte, con la nomina di Lagarde, l’Italia guadagna “un posto nel board”.

Non si sbilancia Matteo Salvini:  “A prescindere dai nomi, l’importante è che in Europa cambino le regole – commenta il vicepremier – a partire da immigrazione, taglio delle tasse e crescita economica. E su questa battaglia l’Italia sarà finalmente protagonista”. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria plaude alla scelta della Lagarde. “Ottima. È una persona di grande valore”. Per Luigi Di Maio, l’Italia ora “vanta un grandissimo credito”.  È fondamentale che in Commissione venga assegnato a Roma “un portafoglio economico“.

Passando all’opposizione, secondo il segretario del Pd Nicola Zingaretti, la scelta di Von Der Leyen è un autogol del governo. “Salvini ha detto no a Timmermans che voleva un’Europa del lavoro, della crescita e dello sviluppo sostenibile. Ora hanno scelto Von der Leyen, simbolo del rigore e della continuità. Un errore clamoroso”.

Progetti faraonici e miliardi buttati. In Italia 500 cattedrali nel deserto

Progetti faraonici e miliardi buttati. In Italia 500 cattedrali nel deserto

La mappa da nord a sud: lista delle opere incompiute

di ALESSANDRO FARRUGGIA
Ultimo aggiornamento il 10 luglio 2019 alle 07:19

la Città dello Sport di Calatrava costata 660 milioni, abbandonata e incompleta
la Città dello Sport di Calatrava costata 660 milioni, abbandonata e incompleta

Roma, 10 luglio 2019 – Belle e impossibili, le ‘vele’ di Calatrava, arditi gioielli della vagheggiata Città dello sport che doveva nascere a Tor Vergata in occasione dei mondiali di nuoto del 2009 a Roma, sono un monumento alle opere mai finite. Ne è stato realizzato solo il 16% e, ragionevolmente, nessuno troverà mai i 407 milioni di euro necessari al completamento (per non parlare dei fondi per la loro presumibilmente onerosa gestione). Soldi (nostri) buttati. Come denaro buttato fu, per restare nella Capitale, quello per la stazione ferroviaria sotterranea di Farneto, nei pressi dello stadio Olimpico, e quello per l’air terminal Ostiense: la prima durata lo spazio di un mondiale di calcio, il secondo mai decollato perché oggettivamente scomodo. Fu riconvertito con la cessione a Eataly dell’air terminal e viene usato come stazione normale delle (sovradimensionate) infrastrutture ferroviarie. Un errore che si poteva evitare.

Le opere incompiute sono un grande classico italiano, tanto è vero che esiste al ministero delle Infrastrutture un elenco aggiornato di anno di anno, come se fossero una cosa assolutamente normale. Nel 2017, rispetto al 2016, il numero si è ridotto da 752 a 647 (-105 opere, pari al 14% in meno, esultò il Ministero lo scorso anno). Nel 2018, siamo scesi a ‘sole’ 544 opere incompiute, con grandi diversità da regione a regione.

In testa, e di gran lunga, c’è la Sicilia, dove si tende probabilmente a fare il passo parecchio più lungo della gamba. Sull’isola di Trinacria, infatti, ci sono ben 154 opere incompiute, grandi e piccole. Nel 2017 erano 162, quindi qualcosa sembrerebbe muoversi, ma sulla riduzione c’è qualche dubbio, con il M5S regionale che parla di pasticcio: “Rispetto all’analisi anno scorso – dice il deputato regionale Nuccio Di Paola – sono ‘uscite’ 36 incompiute e ne sono entrate 28. Ma le 36 che sono sparite, ad oggi non sono state né completate né abbattute”.

Tra le infrastrutture più note, la celeberrima diga di Pietrarossa. La prima pietra fu posata nel febbraio 1989 per una spesa prevista di 75 milioni, ma la faraonica opera finanziata dalla Cassa del Mezzogiorno per alleviare l’emergenza idrica dell’isola resta incompiuta, complice anche un ritrovamento archeologico che fece scattare il sequestro del cantiere. Serviranno altri 60 milioni per completare l’opera, con la nuova apertura dei cantieri fissata per il 2020. In teoria, ovviamente. Dal Nord al Sud, non c’è territorio che sia immune dall’italico vizio, anche se alcuni stanno peggio. Della Sicilia si è detto, ma anche la Sardegna non sta messa bene con 80 cantieri bloccati (ed erano 99 nel 2016). Esempio classico delle opere incompiute è il cantiere per il G8 che doveva tenersi alla Maddalena e fu spostato all’Aquila per scelta politica da Silvio Berlusconi.

Nessuno sapeva però cosa fare delle opere alla Maddalena, nessuno ebbe una idea, e il risultato è stato un colossale spreco: 327 milioni di euro. Non va meglio in altre regioni del Sud: mentre la Puglia di opere incompiute ne ha 41 (erano 87 nel 2016), l’Abruzzo ne ha 29, la Calabria 28, la Campania 26. E anche laddove le opere vengono realizzate – si pensi alla bellissima stazione della Tav di Afragola dell’archistar Zaha Hadid, costata 61 milioni di euro – sono spesso largamente sovradimensionate. Meglio sarebbe pensarci prima, se farle. E quando si è deciso, farle davvero.

Buzzfeed: “Emissari di Salvini a Mosca per finanziamenti da Putin”.

Buzzfeed: “Emissari di Salvini a Mosca per finanziamenti da Putin”. Il leghista: “Querelo”

Audio diffuso dal sito Usa. M5S: “Noi liberi. Facciamo l’interesse degli italiani”. Pd all’attacco: “Salvini chiarisca”

Ultimo aggiornamento il 10 luglio 2019 alle 18:24

Mattaeo Salvini e Vladimir Putin (LaPresse)
Mattaeo Salvini e Vladimir Putin (LaPresse)

Roma, 10 luglio 2019 – Una trattativa tra emissari di Matteo Salvini e alcuni russi per negoziare un finanziamento milionario di Mosca alla Lega. È quanto emerge da un audio diffuso in esclusiva dal sito Usa BuzzFeed. Il sito di informazione spiega che il 18 ottobre scorso Gianluca Savoini, dell’entourage del leader leghista, si è incontrato con altre 5 cinque persone, due italiane e tre russe, allo storico Hotel Metropol di Mosca. E nell’audio ottenuto, scrive BuzzFeed, “si sentono negoziare i termini di un accordo per inviare milioni di dollari frutto dei proventi del petrolio russo al partito di Salvini, attraverso un canale segreto”. Nell’audio si sente Savoini dire in inglese: “Il prossimo maggio ci saranno le elezioni in Europa. Noi vogliamo cambiare l’Europa. E una nuova Europa deve essere vicina alla Russia come prima, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità. Salvini è il primo che vuole cambiare l’Europa. Insieme ai nostri alleati in Europa”. Nella registrazione, spiega ancora BuzzFeed, Salvini viene descritto con entusiasmo dai russi come “il Trump europeo”.

Salvini: querelo

Salvini si è affrettato a smentire: “Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di wodka di finanziamento dalla Russia”.

M5S: facciamo l’interesse degli italiani

Sul caso è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle. “Il M5S fa l’interesse degli italiani, non di altri Paesi!”, si legge in un post sulla pagina Fb, “la nostra posizione è semplice e l’abbiamo sempre ribadita: al M5S non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori”. “L’Italia è un Paese autonomo e chi si candida a rappresentarla deve fare l’interesse dell’Italia, non di altri Paesi. Che questi si trovino a Est od Ovest fa poca differenza. Noi siamo liberi e lo resteremo”.

La difesa di Savoini

Chiamato in causa, il presidente dell’associazione Lombardia-Russia ed emissario della Lega a Mosca Savoini, ha detto all’Ansa: “Posso solo dire che non è stato mai dato un centesimo o un rublo alla Lega da chiunque e da nessuno di quelli citati nell’articolo” di BuzzFeed. E ancora: “Il resto sono solo bla bla bla e illazioni da querela – aggiunge Savoini – E infatti sono dall’avvocato in questo momento”.

Pd all’attacco

Intanto l’opposizione va all’attacco. Il Pd ha chiesto “formalmente” la convocazione in aula alla Camera del vicepremier. “Non sappiamo – ha detto Emanuele Fiano, suscitando le proteste dei deputati del Carroccio – se (quei colloqui, ndr) siano veri. E non sta a noi valutarne i rilevi che spettano alla magistratura. Chiediamo però che il ministro Salvini chiarisca in Parlamento perché se veri raffigurano gravi condizionamenti sulla politica del nostro Paese”.

Suv pirata travolge due cuginetti. Uno muore, l’altro è gravissimo: gambe tranciate

Suv pirata travolge due cuginetti. Uno muore, l’altro è gravissimo: gambe tranciate

Vittoria (Ragusa), agghiacciante la scena: entrambi i ragazzini, che erano seduti sull’uscio di casa, hanno avuto gli arti imputati. Arrestato il conducente: positivo ad alcol e cocaina

Ultimo aggiornamento il 12 luglio 2019 alle 11:01

Un fermo immagine tratto da video della polizia mostra l'arresto di Rosario Greco (Ansa)
Un fermo immagine tratto da video della polizia mostra l’arresto di Rosario Greco (Ansa)

Vittoria (Ragusa), 11 luglio 2019 – Erano seduti sull’uscio di casa a giocare, quando sui due cuginetti – di 11 e 12 anni – è piombato a tutta velocità un Suv pirata, che li ha travolti. Non hanno neppure fatto a tempo a rientrare: il macchinone li ha falciati all’istante. Uno dei due ragazzini è morto sul colpo, l’altro è ricoverato in gravissime condizioni nell’ospedale di Vittoria, e nella serata è stato trasferito in elisoccorso a Catania. Le sue condizioni sono disperate.

Raccapricciante la scena che si è presentata ai soccorritori: l’auto ha infatti tranciato di netto gli arti inferiori di entrambi i bambini. Il conducente dell’auto, che subito dopo l’incidente si è dato alla fuga a piedi, era alla guida di una Jeep Renegade.

LE INDAGINI – Nella notte il pirata è stato acchiappato e portato in Questura. Si tratta di un 37enne, R. G., arrestato per omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza: aveva un tasso alcolemico quasi 4 volte superiore al limite consentito. Ha dichiarato di aver fatto uso anche di cocaina. A forte velocità ha azzardato un sorpasso in pieno centro città a Vittoria perdendo il controllo del Suv e travolgendo due cuginetti. Gli altri 3 occupanti del veicolo sono fuggiti anche loro e per questo sono stati denunciati dagli uomini del commissariato di Vittoria e della Mobile. Nell’auto l’arrestato aveva due armi, un manganello telescopico e una mazza da baseball.

GLI ATTIMI DELLA TRAGEDIA – La tragedia ieri sera: alle 20.50 la Squadra Volanti del Commissariato di Vittoria è intervenuta in via IV Aprile dove un bambino era riverso a terra senza vita, l’altro in condizioni disperate. Sul posto subito anche una pattuglia della Squadra Mobile e altri uomini del commissariato che spontaneamente sono intervenuti per dare una mano ai colleghi. Il personale del 118 ha trasportato d’urgenza i due bambini presso il pronto soccorso dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria dove uno dei piccoli è giunto cadavere, mentre l’altro è stato urgentemente operato per cinque ore e successivamente trasferito al Policlinico di Messina.

Andrea Camilleri è morto, addio al papà di Montalbano

Andrea Camilleri è morto, addio al papà di Montalbano

Aveva 93 anni, era ricoverato da un mese. I suoi romanzi, tradotti in 120 lingue, hanno venduto 30 milioni di copie. Diceva: “Non ho rimpianti e non ho paura di niente, neanche della morte”. Domani l’ultimo saluto al Cimitero Acattolico per gli stranieri di Roma

Ultimo aggiornamento il 17 luglio 2019 alle 17:25

Andrea Camilleri, morto a 93 anni (Ansa)
Andrea Camilleri, morto a 93 anni (Ansa)

Roma, 17 luglio 2019 – E’ morto Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano, 93 anni, era ricoverato al Santo Spirito di Roma da un mese per un arresto cardiaco. “Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali”, scrive in una nota l’ospedale, comunicando che il decesso è avvenuto alle 8.20 di questa mattina. Regista teatrale e sceneggiatore per 70 anni, col tempo inizia a dedicarsi alla sua passione, la scrittura, fino al grande successo del commissario Montalbano, arrivato nei primi anni Novanta. I suoi romanzi hanno venduto oltre 30 milioni di copie e sono stati tradotti in ben 120 lingue. Nelle ultime interviste diceva: “Ho avuto una vita fortunata. Non ho rimpianti e non ho paura di niente, neanche della morte“. A Roma stava preparando uno spettacolo che si sarebbe dovuto tenere il 15 luglio alle Terme di Caracalla, dove avrebbe raccontato la sua Autodifesa di Caino. “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”.

I funerali 

Secondo quanto comunica la famiglia, sarà possibile dare l’ultimo saluto a Camilleri domani al Cimitero Acattolico per gli stranieri nel quartiere Testaccio, dalle 15 in poi. Non ci sarà una camera ardente mentre le esequie si svolgeranno in forma privata.

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La biografia 

La longevità artistica, che ha regalato al personaggio di Montalbano uno spessore senza eguali, è il tratto distintivo che accompagna la vita e le opere di Andrea Camilleri. Nell’arco della sua carriera, è stato regista, autore teatrale e televisivo, ha scritto saggi sullo spettacolo, e naturalmente romanzi e racconti di successo distribuiti in tutto il mondo. Ha vissuto gli anni della maturità a Roma, ma nel cuore c’è sempre la Sicilia. Lui, nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, aveva reinventato quella terra ribattezzandola Vigata, volti e storie di persone che popolano le pagine, scaturite da una inesauribile vena letteraria. Negli anni dal 1945 al 1950 Camilleri ha pubblicato racconti e poesie, vincendo anche il Premio St Vincent. Insegnante di Regia all’Accademia d’Arte Drammatica, Camilleri, sposato e padre di tre figlie, ha forgiato un linguaggio onomatopeico che è entrato nell’immaginario collettivo.

La mattina, appena alzato, gli piaceva “tambiasare” per una “mezzorata” circa, facendo tutte quelle cose inutili come raddrizzare un quadro, scorgere la copertina di un libro. A partire dal lontano 1949 Camilleri lavora alla Rai come delegato alla produzione e sceneggiatore, legando il suo nome ad alcune fra le più note produzioni poliziesche della TV italiana, come i telefilm del Tenente Sheridan e del Commissario Maigret, allestimenti di opere teatrali, con un occhio di riguardo a Pirandello. Col passare degli anni ha affiancato a questa attività quella di scrittore, autore di importanti saggi “romanzati” di ambientazione siciliana nati dai suoi studi sulla storia dell’Isola.

Nel 1978 esordisce nella narrativa, due anni dopo esce da Garzanti Un filo di fumo, primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigàta a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Ma è nel 1992, con l’apparizione (sempre da Sellerio, che pubblica la gran parte delle sue opere) de La stagione della caccia, che Camilleri diventa un autore di grande successo. Oltre alle opere ambientate nella Vigàta di un tempo, dal Birraio di Preston (1995) – il libro ai suoi tempi più venduto con quasi 70.000 copie – a La concessione del telefono (1999), ci sono i gialli della Vigàta odierna del Commissario Montalbano, con l’invenzione del quale arriva il grande successo (dal 1999 anche televisivo).

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Il Commissario Montalbano 

Montalbano è il protagonista di romanzi (il primo è La forma dell’acqua, del 1994) e racconti che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non presentano alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Da anni ormai le indagini del sarcastico Commissario, nonché le atmosfere e il divertente e azzeccato linguaggio italo-siculo dei romanzi e dei personaggi di Camilleri, affascinano migliaia di lettori.

Nei suoi romanzi l’intreccio poliziesco è fondamentale, ma è anche il pretesto per la creazione dei personaggi. L’aspetto e il carattere di questi è una parte del lavoro di creazione che Camilleri cura particolarmente. I protagonisti delle sue storie sono spesso infatti molto divertenti ed ironici; ma anche molto malinconici, e questo vale in misura maggiore per il Commissario Montalbano.

Quello che le biografie non dicono sono i tratti della persona, il carattere, quel modo gioviale di parlare e di presentarsi nelle interviste. Una verve che gli ha consentito, anche negli anni della vecchiaia, di affrontare il palcoscenico come narratore e interprete, e di tenere in pugno il suo pubblico. Con un garbo elegante, da intellettuale navigato, ha avvicinato i lettori al siciliano. E ha saputo farsi apprezzare anche per la filosofia di vita che esprime, le sigarette, il giro dei bar, la capacità di parlare di politica senza giri di parole, senza ipocrisie. Nella vita, come nelle opere, ha manifestato una sete di giustizia, il desiderio di una società dove i più deboli sono tutelati e dove le sopraffazioni non pagano. Ha esplorato generi e registri letterari con assoluta originalità, passando dalla commedia al dramma, virando dal grottesco al comico, facendo leva sull’ironia e la schiettezza che gli conferiscono un amore indiscutibile per la verità e il bello.

Drogata a 10 anni, la gang dei baby pusher

Drogata a 10 anni, la gang dei baby pusher

Indagano i carabinieri a Monza: nel mirino 5 ragazzini. I test su psicofarmaci e cocaina

di BARBARA CALDEROLA
Ultimo aggiornamento il 3 agosto 2019 alle 10:21

Carabinieri (Foto Novi)
Carabinieri (Foto Novi)

Vimercate (Monza), 3 agosto 2019 – Drogata a 10 anni e ricoverata in una struttura protetta per l’assunzione di sostanze. Confermata la presenza nel sangue di psicofarmaci, benzodiazepine, prosegue l’approfondimento sul modo in cui la piccola brianzola – come riferito dai medici – sarebbe entrata in contatto con la cocaina. Caccia discreta, ma mirata su un gruppo di giovanissimi spacciatori: 5 minorenni, fra i 13 e i 15 anni, già identificati. Probabilmente si tratta di consumatori, a loro volta clienti di pusher più grandi. Su di loro puntano le verifiche, per capire chi avrebbe ceduto la sostanza, consumata “sporadicamente”, come ha confermato ancora ieri pomeriggio il primario di psichiatria dell’ospedale di Vimercate, Antonio Amatulli, da cui la piccina è stata avviata a una comunità per minori.

“Quando le cose sono così, i sintomi sono inequivocabili”, aveva raccontato. Sotto l’urto dell’assedio mediatico, il polo sanitario brianzolo smussa poi il clamore, “non confermando e non smentendo” l’uso della polvere bianca. Perché – dice soppesando le parole lo stesso dottore – “ci sono situazioni ematiche che non danno risultati univoci“, puntando però sull’importanza di “un caso particolarmente delicato per l’età” e chiarendo che se la bambina è “incappata” nella droga, “non ne faceva uso regolare“.

Per il capo della procura minorile, Ciro Cascone, si tratta di un caso di “disagio per una piccina seguita a dovere dalla famiglia”. Genitori normali, che hanno dovuto fare i conti con un calvario, iniziato con un primo accesso al pronto soccorso da cui è emerso il ricorso a benzodiazepine, farmaci a rischio dipendenza, avvenuto a Monza ad aprile e regolarmente segnalato alle autorità. Poi due nuovi episodi: confusione, ira incontenibile che portano la famiglia a tornare dai medici in altre due occasioni, questa volta a Vimercate, da dove la paziente di quinta elementare è stata inviata alla comunità che sta portando avanti il percorso di ricostruzione in stretto contatto coi genitori. Nel mezzo, varie fughe da casa.

“Una strada lunga e complessa, nella quale non colpevolizziamo nessuno”, la precisazione del primario. L’ansiolitico è l’unica sostanza citata nei referti ufficiali, acquisiti dai pm. Sulla cocaina proseguono serrate le verifiche, rese più difficili dalla labilità dei risultati dei test con il passare delle ore – secondo quanto sostenuto dal primario – specie nel caso di un’assunzione non regolare. Per questo è fondamentale l’esperienza e l’osservazione clinica. Diventa essenziale il parere di Amatulli, già ascoltato dagli inquirenti. E nel frattempo, sull’altro fronte, gli stessi carabinieri che quasi ogni settimana tengono d’occhio parchi e scuole per arginare il fenomeno che ha superato non solo in Brianza la soglia d’allarme, seguono rapidi le tracce dei baby spacciatori.

Intanto è la politica, in particolare l’area del centrodestra, a prendere la vicenda a esempio. “Il dramma della bimba di Vimercate è un pugno nello stomaco. Una vicenda che lascia sgomenti e che ci ricorda che l’uso di stupefacenti tra i minori è un fenomeno più diffuso di quanto si pensi – dice Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera –. Nessuna pietà per chi vende droga, o meglio morte, ai più giovani”. Dura la collega forzista del Senato, Licia Ronzulli: “Com’è possibile che lo spaccio raggiunga i bambini? – si chiede – Mi fanno schifo gli spacciatori. Sono venditori di morte. Mi fanno ancora più schifo quelli che non si fanno scrupoli a vendere droghe ai bambini”. È invece Maurizio Gasparri, anche lui senatore azzurro, a domandarsi: “Di fronte a drammi di questa portata abbiamo ancora degli sciagurati irresponsabili che parlano di legalizzare le droghe?”.

Codice Rosso è legge, cosa prevede il testo.

Codice Rosso è legge, cosa prevede il testo. Dallo stalking al revenge porn, le novità

Sì definitivo del Senato al ddl che inasprisce le pene in caso di violenza contro donne e minori e velocizza le indagini. Ecco cosa cambia

Ultimo aggiornamento il 18 luglio 2019 alle 09:34

I ministri Bongiorno, Stefani, Bonafede e Fraccaro dopo il sì al Codice Rosso (Ansa)
I ministri Bongiorno, Stefani, Bonafede e Fraccaro dopo il sì al Codice Rosso (Ansa)

Roma, 17 luglio 2019 – Il Codice Rosso è legge. Sì definitivo del Senato al testo che modifica codice penale, codice di procedura penale e altre disposizioni di legge in materia di violenza sulle donne. Il disegno di legge – voluto dai ministri della Giustizia e della Pubblica amministrazione, Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno, relatrice Stefania Ascari (M5s) – è stato licenziato con 197 voti favorevoli (M5s, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e autonomie), 37 astenuti (Pd e Leu) e nessun contrario. Ecco cosa prevede. 

INDAGINI PIU’ VELOCI – Il Codice Rosso accerela l’iter dei procedimenti che riguardano i casi di violenza, a partire dalla denuncia che avrà una corsia preferenziale. Velocizza le indagini: ad esempio la polizia giudiziaria sarà tenuta a comunicare al pubblico ministero le notizie di reato immediatamente anche in forma orale e dovrà infatti attivarsi subito. Da parte loro i pm sono obbligati a sentire le vittime entro tre giorni. Questo per evitare che reati come  maltrattamenti, violenza sessuale, stalking, e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di convivenza si reiterino senza interventi tempestivi delle autorità.

Si allarga poi il range di tempo in cui una donna può denunciare: con la nuova legge una donna avrà ben 12 mesi a disposizione anziché i 6 attuali.

CODICE ROSSO AL PRONTO SOCCORSO – Nei Pronto Soccorso degli ospedali viene introdotto un ‘codice’ con bollino rosso per i casi di violenza di genere che saranno analizzati con priorità per arrivare nel più breve tempo possibile all’adozione di provvedimenti protettivi nei confronti delle vittime.

BRACCIALETTO ELETTRONICO – Una delle novità più rilevanti è il braccialetto elettronico, che dovranno indossare gli uomini che avranno ricevuto un ordine di allontanamento e divieto di avvicinamento. Per chi viola la disposizione la misura cautelare si aggrava e la persona in questione rischia una pena di reclusione fino a due anni.

MALTRATTAMENTI – In caso di maltrattamento sono estese le norme del codice antimafia che prevedono anche la sorveglianza speciale e l’obbligo di dimora in un altro comune per l’uomo violento. Pene più severe per i reati che avvengono i contesti familiari: la reclusione da due a sei anni prevista dal Codice penale all’articolo 572 diventa da tre a sette anni, aumentata fino alla metà se la violenza è avvenuta in presenza o a danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità o se il fatto è commesso con armi.

VIOLENZA SESSUALI – Con il Codice Rosso le pene per violenza sessuale salgono a 6-12 anni e se la violenza è di gruppo si arriva fino a 14 anni di carcere. In caso di vittime minori la pena massima è di 24 anni di reclusione. “Il minore di 18 anni, e questo è molto importante, è sempre considerato vittima del reato, sia che assista alla violenza sia che la subisca”, spiega la relatrice Ascari. Inoltre, per gli atti sessuali con minorenni “la procedibilità è sempre d’ufficio. Non è dunque più necessaria la presentazione della denuncia-querela dei genitori”.

STALKING – Salgono le pene per il reato di stalking, “da sei mesi a cinque anni” di carcere a “da uno a sei anni e sei mesi“.

AGGRESSIONE CON L’ACIDO – La nuova legge introduce anche un nuovo reato contro chi sfregia una donna, punibile con la reclusione da 8 a 14 anni (ergastolo se causa la morte).

NOZZE ‘COL SANGUE’ – Così come è punibile fino a 5 anni (6 se è coinvolto un minore) chi induce un altro a sposarsi (anche con unione civile) usando violenza, minacce o approfittando di un’inferiorità psico-fisica o per precetti religiosi.

REVENGE PORN – Un’altra norma attesa è quella contro il cosiddetto ‘revenge porn‘ che punisce chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda foto o video a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso: sono previsti da 1 a sei anni di carcere e multe dai 5mila a 15mila euro. Aggravanti sono previste per l’ex partner che agisce via social. Maggiori tutele per disabili e donne incinte.

SOSPENSIONE CONDIZIONALE – In caso di condanna per reati sessuali, la sospensione condizionale della pena viene subordinata alla partecipazione a percorsi di recupero ad hoc presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per reati sessuali.

Corinaldo, la ladra e l’autista, le donne della banda

Corinaldo, la ladra e l’autista, le donne della banda

Spray in discoteca, i pm: senza scrupoli né padroni. “Voglio i soldi o vado coi genovesi”

di PIERFRANCESCO CURZI
Ultimo aggiornamento il 6 agosto 2019 alle 15:16

La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Foto Ansa)
La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Foto Ansa)

Corinaldo (Ancona), 6 agosto 2019 – Bulli e pupe. Dietro una banda senza freni spesso si legano anche figure femminili, necessarie per completare un quadro di disagio e di totale distanza dalle regole. È il caso della banda dei ‘modenesi’, alternativa e complementare ad altre organizzazioni territoriali di giovani dedite a odiose scorribande. Le stesse che tra il 7 e l’8 dicembre scorsi hanno portato alla morte di cinque minorenni e una giovane mamma a Corinaldo. L’inchiesta coordinata dalla procura di Ancona, tutt’altro che chiusa, ha già portato in carcere sette persone (sarebbero state otto, ma uno è deceduto il 23 aprile scorso). Dall’ordinanza delle misure cautelari sono emersi altri nomi, almeno una mezza dozzina, di giovani del Modenese che presto potrebbero raggiungere i loro coetanei. Tra di essi anche due ragazze.

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Colpisce la storia di una, in particolare, senza scrupoli e soprattutto senza padroni, pronta a rivolgersi al miglior offerente pur di vederle riconosciuto l’ammontare pattuito per la propria prestazione. Da qui la decisione della giovane di operare una sorta di doppio gioco. Tutto parte dalla decisione della ragazza di lasciare la banda emiliana per affiliarsi a quella dei ‘genovesi’. Dopo uno dei tanti colpi, assieme a Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari (i due vertici dell’organizzazione stando agli inquirenti) e Souhaib Haddada, alla ragazza non era stata consegnata la propria parte.

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Da qui la decisione di passare ai rivali, con Di Puorto che, sempre secondo quanto compare dalle carte dell’ordinanza, le avrebbe chiesto di tornare a collaborare con loro, dopo averle promesso di saldare il debito pregresso. Risultato finale, la Eva Kant della via Emilia ha accettato e al tempo stesso, dopo uno dei colpi, avvisato i rivali liguri che hanno derubato Di Puorto delle collane rubate. C’è poi un’altra figura più o meno collaterale all’organizzazione criminale, giovanissima e amica dei soggetti oggi in carcere. Il suo ruolo all’interno della banda è iniziato come pura e semplice autista. A turno i banditi delle discoteche e dello spray la contattavano per chiederle di accompagnarli in questa o quella discoteca in giro per il centro-nord Italia utilizzando la sua auto.

In una delle intercettazioni telefoniche uno degli arrestati chiama la ragazza: «Ti ricordi cosa ti avevo detto ieri sera? Se ti volevi guadagnare qualcosa, io ti pagavo e tu mi accompagnavi. Cioè ti facevo la benza e ti davo altri soldi in più, magari ti davo 20-30 euro in più solo per te e per il disturbo». Tra richieste e chiarimenti la ragazza accetta e successivamente, oltre a fare da ‘tassista’ con la sua auto per alcuni membri dell’organizzazione, parteciperà fattivamente ad alcune operazioni. Non è ancora chiaro se la sera della tragedia di Corinaldo lei si trovasse alla Lanterna Azzurra. È invece certo ed è emerso dalle indagini che, dopo la strage di dicembre del 2018, i sodali abbiamo indetto uan sorta di patto del silenzio tra di loro. Patto che ora viene messo duramente alla prova dagli interrogatori dei singoli membri della banda.

Incidente nucleare in Russia, esplosione rilevata fino in Norvegia.

Incidente nucleare in Russia, esplosione rilevata fino in Norvegia. Allarme radiazioni

Quattro stazioni del CTBTO – l’organismo indipendente che monitora i test nucleari – hanno registrato l’evento. Ora si teme che la radioattività abbia raggiunto l’alta atmosfera e sia stata trasportata lontano

di ALESSANDRO FARRUGGIA
Ultimo aggiornamento il 18 agosto 2019 alle 11:54

Simulazione di una stazione per il monitoraggio di forti esplosioni (Fonte: YouTube CTBTO)
Simulazione di una stazione per il monitoraggio di forti esplosioni (Fonte: YouTube CTBTO)

Mosca 11 agosto 2019 – E’ stata potentissima l’esplosione verificatasi alle 8.59 di giovedì 8 agosto su una chiatta ancorata nelle acque davanti nel poligono del ministero della difesa russo di Nyonoska, oblask di Arkangelsk, in seguito allo scoppio accidentale – a causa di un problema con il combustibile liquido, che si è incendiato – di quello si ritiene essere il nuovissimo missile da crociera Burevestnik – codice Nato SSC X9 Skyfall – il primo razzo con propulsione mista a combustibile liquido per il decollo e con un reattore atomico miniaturizzato per la fase di crociera (che è progettatata per durare più giorni).

“Feriti radioattivi, i soccorritori non furono informati”

Medico contaminato da Cesio 137

Aggiornamento 2: la Casa Bianca preoccupata per le radiazioni

Aggiornamento: nuovi particolari sull’esplosione del missile

Così potente che pur non essendo l’esplosione di una bomba atomica (anche se ha rilasciato radioattività) è stata rilevata dalla rete delle stazioni di monitoraggio del CTBTO di Vienna (così come è successo per quella convenzionale avvenuta il 5 agosto nel poligono di Acinsk in Siberia ). Il CTBTO è il trattato internazionale firmato da 184 paesi (mancano però India, Nord Corea e Pakistan) e ratificato da 168 (fra i quali le potenze nucleari Gran Bretagna, Francia, Russia ma non, tra gli altri, potenze nucleari come Usa e Cina, paesi con l’atomica come Israele, e paesi con competenze nucleari come Iran, Egitto) che dal 1996 vieta i test nucleari da parte di chicchessia e dispone di una rete di monitoraggio per scoprirli.

“Confermiamo – dicono dagli uffici di Vienna – che un evento coincidente con l’esplosione dell’8 agosto a Nyonoska è stato registrato da 4 nostre stazioni di rievamento: tre stazioni di rilevamento sismico e una infrasound che registra le onde ultrabasse non udibili all’orecchio umano che si difondono in caso di forti esplosioni”.

Tracciato audio della stazioni radio CTBOT che ha intercettato l'evento
Tracciato audio della stazioni radio CTBOT che ha intercettato l’evento

RADIOATTIVITA’ FINO AD ALTA QUOTA – La stazione di rilevamento infrasound si trova a Baradfuss (Tromso), in Norvegia, quindi a circa 1.030 chilometri in linea d’aria dal luogo dell’esplosione, quelle sismiche più vicine si rovano a Lahti in Filandia, Krasjok in Norvegia e alle isole Svalbard in Norvegia. Questo significa che l’esplosione è stata potente. Dato che ha rilasciato radioattività – a Severodivisnk le stazioni di rilevamento hanno mostrato per alcune decine di minuti valori fino a 20 volte il fondo normale – questa si è presumibilmente dispersa fino ad alta quota, per poi essere stata trasportata anche molto lontano. Sapere quali radionuclidi sono stati rilasciati e in quale quantità sarebbe utile, ma trattandosi di informazoni top secret perché permetterebbero di capire meglio la tecnologia del missile Burevestnik, è assai improbabile che vengano rese note.

Tracciato delle tre stazioni sismiche CTBOT che hanno intercettato l'evento
Tracciato delle tre stazioni sismiche CTBOT che hanno intercettato l’evento

Come funziona una stazione infrasound

L’agenzia russa per l’energia nucleare Rosatom da parte sua riconosce la natura nucleare dell’incidente, ma minimizza. I responsabili del centro nucleare RFNC-VNIIEF- di proprietà di Rosatom  e con sede a Sarov – dove lavoravano le 5 vittime civili, ieri hanno commentato ufficialmente l’emergenza sulla piattaforma offshore vicino a Nenoksa intervenendo ad una trasmissione del canale 16 di Sarov. Hanno detto che una commissione statale sta indagando sull’incidente e che nella regione di Severodvinsk si è si verificato un balzo delle radiazioni:  l’8 agosto le cifre sono salite due volte, ma ora sarebbero normali. “Una nostra squadra era sul posto – ha affermato Alexander Konstantinovich Chernyshev, vice consigliere scientifico dell’istituto – e ha stabilito che, sì, l’aumento del fondo di radiazione è stato di due volte e non è durato più di un’ora. Né i nostri esperti né esperti esterni hanno registrato alcuna contaminazione radioattiva residua”. Auguriamoci che abbiano ragione.

Superenalotto, centrato il 6 dei record.

Superenalotto, centrato il 6 dei record. Estrazione 97/19, quote e numeri del 13 agosto

Montepremi da oltre 209 milioni: la schedina vicente giocata a Lodi col sistema Quick Pick

Ultimo aggiornamento il 14 agosto 2019 alle 01:33

La titolare, Sara Poggi, mostra la schedina dei record (Ansa)
La titolare, Sara Poggi, mostra la schedina dei record (Ansa)

Roma, 14 agosto 2019 – E’ arrivato il tanto atteso 6. Con l’estrazione di ieri sera, il Superenalotto assegna lo straordinario montepremi di oltre 209 milioni di euro (209.160.441,54 per l’esattezza). La fortunata combinazione è stata giocata a Lodi, nel punto vendita Bar Marino situato in Via Cavour 46, tramite Quick Pick, ovvero un sistema che crea casualmente una schedina dal terminale senza che sia il giocatore a compilarla fisicamente. La sestina vincente mancava dal giugno del 2018 tanto che il jackpot si era gonfiato fino a sfiorare quota 210 milioni di euro: un bottino mai visto nnelle lotterie di tutto il mondo. Con il prossimo concorso del 15 agosto si riparte dalla cifra di 50 milioni.

Qui di seguito l’estrazione 97 del 2019 con i numeri, le vincite e le quote.

Ultima estrazione

Estrazione di oggi (n°97/19)

Numeri vincenti – 7  32  41  59  75  76

Numero Jolly – 21

Numero superstar – 11

Superenalotto, come si gioca: il regolamento 

Vincite e quote di martedì 13 agosto

Punti 6: 1 totalizza 209.160.441,54 €

Punti 5+1: Nessuna vincita

Punti 5: 5 totalizzano 63.109,30 €

Punti 4: 661 totalizzano 482,86 €

Punti 3: 27.938 totalizzano 34,55 €

Punti 2: 489.523 totalizzano 6,13 €

Superstar

Punti 6SB: Nessuna vincita

Punti 5+SB: Nessuna vincita

Punti 5SS: Nessuna vincita

Punti 4SS: 5 totalizzano 48.286,00 €

Punti 3SS: 195 totalizzano 3.455,00 €

Punti 2SS: 3.078 totalizzano 100,00 €

Punti 1SS: 23.139 totalizzano 10,00 €

Punti 0SS: 53.005 totalizzano 5,00 €

Vincite Immediate: 21.881 totalizzano 547.025,00 €

Montepremi disponibile per il prossimo 6: Euro: 50.000.000,00

I RECORD PRECEDENTI – L’ultimo 6 risaliva al 23 giugno 2018: in quell’occasione furono vinti 51,3 milioni di euro con un sistema giocato da 45 giocatori. Fino ad oggi il montepremi più alto di sempre era stato di 177,7 milioni di euro, vinti il 30 ottobre 2010 con un sistema Bacheca suddiviso in 70 cedole.

La classifica dei 5 montepremi più alti di sempre nella storia del Superenalotto:

-13/08/2019 209.000.000,00 euro Lodi;

-30/10/2010 177.729.043,16 euro Sperlonga e altre città;

-27/10/2016 163.538.707,00 euro Vibo Valentia;

-22/08/2009 147.807.299,08 euro Bagnone;

-09/02/2010 139.022.314,64 euro Parma e Pistoia.