Progetti faraonici e miliardi buttati. In Italia 500 cattedrali nel deserto

Progetti faraonici e miliardi buttati. In Italia 500 cattedrali nel deserto

La mappa da nord a sud: lista delle opere incompiute

di ALESSANDRO FARRUGGIA
Ultimo aggiornamento il 10 luglio 2019 alle 07:19

la Città dello Sport di Calatrava costata 660 milioni, abbandonata e incompleta
la Città dello Sport di Calatrava costata 660 milioni, abbandonata e incompleta

Roma, 10 luglio 2019 – Belle e impossibili, le ‘vele’ di Calatrava, arditi gioielli della vagheggiata Città dello sport che doveva nascere a Tor Vergata in occasione dei mondiali di nuoto del 2009 a Roma, sono un monumento alle opere mai finite. Ne è stato realizzato solo il 16% e, ragionevolmente, nessuno troverà mai i 407 milioni di euro necessari al completamento (per non parlare dei fondi per la loro presumibilmente onerosa gestione). Soldi (nostri) buttati. Come denaro buttato fu, per restare nella Capitale, quello per la stazione ferroviaria sotterranea di Farneto, nei pressi dello stadio Olimpico, e quello per l’air terminal Ostiense: la prima durata lo spazio di un mondiale di calcio, il secondo mai decollato perché oggettivamente scomodo. Fu riconvertito con la cessione a Eataly dell’air terminal e viene usato come stazione normale delle (sovradimensionate) infrastrutture ferroviarie. Un errore che si poteva evitare.

Le opere incompiute sono un grande classico italiano, tanto è vero che esiste al ministero delle Infrastrutture un elenco aggiornato di anno di anno, come se fossero una cosa assolutamente normale. Nel 2017, rispetto al 2016, il numero si è ridotto da 752 a 647 (-105 opere, pari al 14% in meno, esultò il Ministero lo scorso anno). Nel 2018, siamo scesi a ‘sole’ 544 opere incompiute, con grandi diversità da regione a regione.

In testa, e di gran lunga, c’è la Sicilia, dove si tende probabilmente a fare il passo parecchio più lungo della gamba. Sull’isola di Trinacria, infatti, ci sono ben 154 opere incompiute, grandi e piccole. Nel 2017 erano 162, quindi qualcosa sembrerebbe muoversi, ma sulla riduzione c’è qualche dubbio, con il M5S regionale che parla di pasticcio: “Rispetto all’analisi anno scorso – dice il deputato regionale Nuccio Di Paola – sono ‘uscite’ 36 incompiute e ne sono entrate 28. Ma le 36 che sono sparite, ad oggi non sono state né completate né abbattute”.

Tra le infrastrutture più note, la celeberrima diga di Pietrarossa. La prima pietra fu posata nel febbraio 1989 per una spesa prevista di 75 milioni, ma la faraonica opera finanziata dalla Cassa del Mezzogiorno per alleviare l’emergenza idrica dell’isola resta incompiuta, complice anche un ritrovamento archeologico che fece scattare il sequestro del cantiere. Serviranno altri 60 milioni per completare l’opera, con la nuova apertura dei cantieri fissata per il 2020. In teoria, ovviamente. Dal Nord al Sud, non c’è territorio che sia immune dall’italico vizio, anche se alcuni stanno peggio. Della Sicilia si è detto, ma anche la Sardegna non sta messa bene con 80 cantieri bloccati (ed erano 99 nel 2016). Esempio classico delle opere incompiute è il cantiere per il G8 che doveva tenersi alla Maddalena e fu spostato all’Aquila per scelta politica da Silvio Berlusconi.

Nessuno sapeva però cosa fare delle opere alla Maddalena, nessuno ebbe una idea, e il risultato è stato un colossale spreco: 327 milioni di euro. Non va meglio in altre regioni del Sud: mentre la Puglia di opere incompiute ne ha 41 (erano 87 nel 2016), l’Abruzzo ne ha 29, la Calabria 28, la Campania 26. E anche laddove le opere vengono realizzate – si pensi alla bellissima stazione della Tav di Afragola dell’archistar Zaha Hadid, costata 61 milioni di euro – sono spesso largamente sovradimensionate. Meglio sarebbe pensarci prima, se farle. E quando si è deciso, farle davvero.

Progetti faraonici e miliardi buttati. In Italia 500 cattedrali nel desertoultima modifica: 2019-09-22T11:43:31+02:00da ugo565
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